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Angelo Tassitano sperimenta la fotografia curandone il processo dalla ripresa alla stampa finale, cercando di dare espressione all’emozione degli “incontri” possibili nella quotidianità ed interrogandosi sull’origine delle proprie radici. Amico e allievo di Walter Rosenblum e di Giovanni Umicini, grandi interpreti della fotografia sociale, ha pubblicato alcuni libri con il gruppo Mignon del quale è stato membro per alcuni anni, ha esposto in mostre personali e partecipato a rassegne internazionali. Le sue immagini sono presenti in collezioni pubbliche e private.

“… Il significato della fotografia di Angelo Tassitano sembra esprimere a pieno la ricerca dell’oggettivismo attraverso lo scatto fotografico sotto forma di ‘incontro’. Il binomio realismo/fotografia non è letto come un fenomeno dell’espressione dell’evento nel suo momento decisivo, ma diviene sintesi di sguardi, pensieri e sensazioni. E, senza alcuna pretesa di assolutezza nella resa delle immagini, Tassitano si allontana dall’aspetto clamoroso della circostanza e si immerge nell’ordinarietà dell’accadere in maniera personale …”

Angelo Maggi
introduzione al libro “Angelo Tassitano – Mignon photographer” 

“La scrittura fotografica di Angelo Tassitano ha una sua particolare peculiarità: è dotata di forza espressiva, personalità, ed esprime narrativamente momenti intensi, efficaci, poetici, al di là dell’ottima stampa e dei valori tonali, sempre estremamente curati. E’ forte il legame tra ambiente descritto ed i soggetti in esso collocati. Il feeling è totale, coinvolgente. Gli elementi strutturali e non in ogni immagine sono, singolarmente nel contempo, tra loro, in equilibrio di studio; assumono una diversa e più ampia visibilità si completano a vicenda: uno a completamento dell’altro, tutti tra loro si intersecano, dialogano insieme recitano all’unisono. Tutti attori di una trama narrativa di cui Tassitano è regista accorto e sensibile nel quadro di una tessitura linguistico-espressiva di notevole pregio”

Fausto Raschiatore, “Fotoit” 

“Fuori, pertanto dalle regole odierne dei reality show, che costringe lo spettatore ad un’attesa supina nonostante la richiesta ipocrita di una sua collaborazione… Angelo Tassitano spinge risolutamente la porta dell’uscita di sicurezza degli invalidanti talk show televisivi e mi porta sulla strada a guardare gli angeli (Koudelka), l’innocenza (Minnella), il disagio (W.E. Smith), l’età che avanza (Giacomelli). Ci porta sulla strada, laddove le persone inquadrate e fotografate ancora ti guardano, sono sorprese, ti mandano a quel paese, si nascondono dietro misteriosi camuffamenti, o si fanno, finalmente quattro risate."

“… Ecco allora cosa significa formulare immagini fotografiche come argomenti, come esplicazioni visive di esperienze intellettuali. E queste sono proprio le “visioni incontro” che andiamo cercando, ancora capaci di dare un senso al fotografare ed un altro al nostro impegno civile… Ma non c’era qualcuno che aveva già parlato di fotografie come carezze fatte al mondo?”.

Pippo Pappalardo “Nuovo Notiziario fotografico”

Angelo Tassitano sperimenta la fotografia curandone il processo dalla ripresa alla stampa finale, cercando di dare espressione all’emozione degli “incontri” possibili nella quotidianità ed interrogandosi sull’origine delle proprie radici. Amico e allievo di Walter Rosenblum e di Giovanni Umicini, grandi interpreti della fotografia sociale, ha pubblicato alcuni libri con il gruppo Mignon del quale è stato membro per alcuni anni, ha esposto in mostre personali e partecipato a rassegne internazionali. Le sue immagini sono presenti in collezioni pubbliche e private.